ILCOR 2025: il DAE al centro della rianimazione. L’intuizione di Progetto Vita diventa linea guida mondiale

 

 

Per la prima volta, dopo 25 anni, le linee guida internazionali per la rianimazione cardiopolmonare (ILCOR 2025) riconoscono pienamente il ruolo centrale del defibrillatore automatico esterno (DAE) così come da sempre sostenuto da Progetto Vita fin dal 1999.
La rianimazione cardiopolmonare (RCP) permette di “guadagnare tempo” mantenendo la fibrillazione ventricolare per alcuni minuti, ma solo il DAE può interrompere l’aritmia e arrestare l’arresto cardiaco. Per questo motivo, il defibrillatore deve essere disponibile entro 4 minuti dall’evento: è il tempo cruciale che può determinare la sopravvivenza.

Le novità delle Linee Guida ILCOR/2025
Le nuove linee guida ERC/ILCOR 2025 aggiornano il concetto di “catena della sopravvivenza” (Chain of Survival) e la “Formula of Survival”, introducendo nuovi elementi fondamentali:

  • implementazione sistemica dei programmi di rianimazione,
  • uso delle tecnologie emergenti,
  • resilienza dei sistemi sanitari,
  • integrazione tra società e comunità,
  • continuità nella fase di recupero post-evento.

Tra i messaggi principali, viene ribadita con forza la priorità della defibrillazione precoce come passaggio “cruciale”  per la  rianimazione della vittima. Le linee guida sottolineano la necessità di:

  • una diffusione capillare e di libero accesso  libera dei DAE,
  • una formazione estesa della popolazione al loro utilizzo,
  • protocolli locali chiari e la centralità  della integrazione  nel sistema dell’emergenza.

Il riconoscimento di Progetto Vita
L’esperienza di Progetto Vita – Piacenza (Capucci et al.) è esplicitamente citata negli evidence reviews ufficiali (es. BLS-347) come modello di successo di programma comunitario di defibrillazione precoce da parte di volontari e cittadini non professionisti.
Questi evidence reviews costituiscono la base scientifica su cui si fondano le raccomandazioni delle linee guida ERC / ILCOR / Resuscitation. Proprio da queste evidenze derivano le nuove raccomandazioni sui tempi ottimali di intervento con il DAE e sul ruolo della RCP breve in attesa della defibrillazione, oggi considerata il secondo anello chiave della catena della sopravvivenza.

Evidenze e risultati concreti
Nei capitoli di Resuscitation / ERC 2025 viene riconosciuto che le strategie di integrazione dei DAE entro pochi minuti e l’ottimizzazione della risposta sul territorio derivano da esperienze come quella del programma PAD (Public Access Defibrillation) attuato da Progetto Vita a Piacenza.
I risultati parlano chiaro: nella città di Piacenza, la sopravvivenza da arresto cardiaco ha superato il 46%, contro meno del 10% dei sistemi tradizionali di soccorso.

Un cambiamento culturale diventato modello
Il “cambiamento culturale” promosso da Progetto Vita in oltre 25 anni — ovvero l’idea che il DAE debba essere ovunque, accessibile e portato sul posto entro 4 minuti — è oggi pienamente confermato e supportato  dal fatto che la letteratura sui programmi PAD (Pubblico Accesso alla Defibrillazione ) , fra cui quello di Progetto Vita, è diventata parte integrante della documentazione che ha consentito di formulare le nuove linee guida .
A questo riconoscimento si aggiunge la recente pubblicazione dei risultati di 23 anni di attività di Progetto Vita a Piacenza, che testimonia l’efficacia di un modello basato su semplicità, formazione e partecipazione della comunità.

Un esempio per l’Italia e per il mondo: la semplificazione e la strategia di coinvolgimento
Le iniziative di formazione nelle scuole , il “Progetto Vita Ragazzi”, diffuse da anni nelle scuole piacentine e adottate in molte altre realtà italiane ( Arezzo, Lodi, Legnano, Lucca, Siena, Torino, Livorno e altre)   la diffusione capillare dei DAE e le campagne di sensibilizzazione estese in molte altre città italiane  rappresentano l’essenza di un cambiamento culturale che salva vite ogni giorno.
Ad oggi, nella piccola città di Piacenza, 1 DAE ogni 300 abitanti contribuisce a un sistema di emergenza che ha già salvato 164 persone da arresto cardiaco — un risultato che dimostra come la prevenzione e la partecipazione consapevole della comunità possano davvero fare la differenza.

Dr.ssa Daniela Aschieri
Direttore U.O. Cardiologia e UTIC, Piacenza