Ottobre 2025 -“Stavo per battere un calcio d’angolo, poi il buio”…salvato dal defibrillatore

Carissimi,

abbiamo il piacere di condividere l’ennesima storia a lieto fine che dimostra l’importanza che riveste il defribrillatore come strumento salvavita.

“Stavo per battere un calcio d’angolo. Ho alzato la testa, poi il buio. Mi sono risvegliato con la scossa del defibrillatore”. Angelo, 76 anni, stava giocando la solita partitella con gli amici alla Canottieri Vittorino da Feltre di Piacenza quando il suo cuore si è fermato. In un attimo, la partita si è trasformata in una corsa contro il tempo: un amico medico inizia le manovre di soccorso, un altro corre a prendere il Dae.

Oggi Angelo è vivo, come racconta l’azienda Usl di Piacenza attraverso i suoi canali social, grazie alla prontezza di chi era con lui e alla presenza del defibrillatore a pochi metri dal campo. “Devo la vita ai miei amici e al Dae. Tutto è successo in un attimo, ma la loro velocità ha fatto la differenza”, racconta Angelo.

Grazie a Progetto Vita Piacenza, la città più cardioprotetta d’Europa: negli impianti sportivi con Dae, il 95% delle persone colpite da arresto cardiaco sopravvive.

In quelli senza, solo il 9%. Un numero che racconta la differenza tra la vita e la morte. Come ricorda la dottoressa Daniela Aschieri, direttore di Cardiologia e Utic di Piacenza e direttrice scientifica di Progetto Vita, “questa vicenda dimostra l’importanza di avere defibrillatori e persone formate sul territorio. Alla Vittorino da Feltre questo è il quinto arresto cardiaco registrato negli anni, e in tutte le occasioni i pazienti sono stati salvati grazie all’utilizzo del DAE presente in loco.

Ogni luogo pubblico dovrebbe avere un DAE: chiunque può usarlo, anche senza aver fatto un corso, perché il 112 guida passo passo. È una scelta che salva vite umane”. Dalla comunità tutta arriva un grazie ai soccorritori, a Progetto Vita e a tutti coloro che rendono Piacenza un esempio virtuoso di città cardioprotetta.

Fonte dell’articolo:Piacenzasera