22 luglio 2019

I defibrillatori saranno obbligatori in tutti gli uffici e luoghi pubblici, arriva alla Camera la legge salvavita.

C’è una zona grigia, fatta di silenzio e di attesa, durante la quale molte vite si spengono accompagnate dalla sirena dell’ambulanza in sottofondo. Vite che potevano essere salvate se i soccorsi fossero stati immediati. Il fattore tempo – in presenza di un attacco cardiaco – è prezioso, in pochi minuti si gioca una partita fondamentale. Da questo nasce il disegno di legge “Salvavita” che domani inizierà il suo percorso alla Camera dopo l’approvazione all’unanimità in Commissione Sanità. A illustrare il testo composto da 9 articoli sarà la deputata nuorese del M5s Mara Lapia, che ha elaborato il ddl insieme a Giorgio Mulé di Forza Italia, relatore di minoranza. Un testo che nasce già forte perché mette d’accordo maggioranza e opposizione e rappresenta la sintesi di 8 proposte, presentate da altrettanti partiti, sul delicatissimo tema. «Abbiamo esaminato tutte le proposte, inserito alcuni emendamenti e novità – spiega la Lapia – che hanno rafforzato il testo base».

Defibrillatori obbligatori. Protagonisti del disegno di legge sono i defibrillatori, apparecchi salva vita da utilizzare in caso di attacco cardiaco per la rianimazione del paziente in attesa dei soccorsi medici: grazie all’intervento immediato è possibile salvare la vita ed evitare danni cerebrali. Purtroppo l’utilizzo del defibrillatore è ancora poco diffuso: una grave mancanza alla quale il disegno di legge Lapia-Mulè intende rimediare obbligando tutti gli enti pubblici a dotarsi dello strumento. «Intendiamo uffici comunali, ministeriali, ma anche scuole, condomìni abitati da almeno 16 famiglie, stazioni ferroviarie, aeroporti, navi e aerei con percorrenza superiore alle due ore – spiega Mara Lapia – e anche i mezzi di trasporto extraurbano. Pensiamo alla Sardegna, dove i tempi di percorrenza sull’autobus sono mediamente lunghi, ai tanti ragazzi che utilizzano i pullman per andare a scuola e agli anziani che viaggiano sui mezzi pubblici per recarsi in ospedale. La presenza di un defibrillatore a bordo è importante».

Risorse e sgravi. L’obbligatorietà sarà estesa anche alle società sportive, agonistiche e non, con una importante differenza. «Per gli uffici e enti pubblici il governo interverrà con un contributo: abbiamo preventivato lo stanziamento di 4 milioni di euro per il 2020 e 2 milioni per gli anni a seguire sino al 2025. I privati dovranno pagare il defibrillatore di tasca loro – il costo oscilla dai 700 ai 1000 euro – ma tutti, pubblici e privati, avranno uno sgravio dull’Iva che sarà fissata al 5%».

Corsi a scuola. Altra novità importante «sarà l’introduzione di una app che consentirà a chi la scaricherà di sapere dove si trova, in caso di necessità, il defibrillatore più vicino». Ancora: «È stato dimostrato grazie a numerose audizioni in commissione che chi utilizza il defibrillatore non provoca alcun danno al paziente. Il sistema è semplice, per questo non è fondamentale avere fatto un corso di formazione specifico. I corsi saranno fatti e interesseranno i ragazzi delle scuole dell’obbligo ma in questo momento è più urgente fare in modo che cresca il numero di strumenti in circolazione, per intervenire subito in caso di necessità».

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