AIUTACI A SALVARE UNA VITA
In 5 minuti puoi salvare una vita…come? Con il Defibrillatore, strumento salvavita che possiamo usare tutti!

17/02/25: Colto da arresto cardiaco, salvato con il defibrillatore. I fatti sono accaduti questa mattina all’interno dell’azienda River, a Podenzano.

Un uomo di 57 anni ha improvvisamente accusato un malessere e i colleghi hanno subito lanciato l’allarme al 118, innescando il sistema codice blu. Sistema che prevede anche l’allerta sull’app Dae Responder, disponibile per cellulare.

Nei pressi della ditta stava transitando una donna, una volontaria della Croce Rossa, che ha ricevuto l’alert proprio tramite l’applicazione. La donna si è così precipitata verso la ditta e, insieme ai colleghi dell’uomo, ha iniziato a utilizzare il defibrillatore di cui l’azienda è dotata.

Pochi istanti dopo è arrivato anche il 118: i sanitari hanno disposto il trasporto del 57enne al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore di Parma.

ARTICOLO DI:PIACENZA24

Ciao Silvana, anche se non sei più tra noi, il tuo ricordo rimarrà forte.

Una donna speciale, che ha dedicato tempo e passione alla nostra associazione. Socio fondatore e instancabile volontaria. Le abbiamo voluto tanto bene. Lascerà nei nostri cuori un ricordo indelebile ❤

Carissimi,

vi riportiamo qui la puntata dello “Specchio di Piacenza”, format ideato e condotto da Nicoletta Bracchi,  con ospite Daniela Aschieri, presidente di Progetto Vita e primario di Cardiologia a Piacenza.

Gli spettatori di Telelibertà hanno ascoltato la dottoressa Aschieri che ha condiviso la storia di una vita spesa al servizio della comunità, raccontando con passione il percorso che ha portato “Progetto Vita” a diventare un modello virtuoso, studiato ed esportato in tutta Europa. “E’ nato qui nel 1998, nella mia Piacenza, insieme al professor Capucci – ha ricordato – con un obiettivo tanto ambizioso quanto necessario: salvare vite umane grazie alla diffusione capillare dei defibrillatori e alla formazione della cittadinanza all’uso di questi strumenti. Da allora la città è diventata la prima città cardioprotetta d’Europa, e questo è un risultato che non avremmo mai raggiunto senza il coinvolgimento e la sensibilità dei cittadini, delle istituzioni, delle forze dell’ordine e dei volontari”.

Daniela Aschieri ha ricordato con emozione gli inizi del progetto, quando l’idea di installare defibrillatori automatici in luoghi pubblici sembrava quasi utopica. “Erano anni in cui si parlava poco di prevenzione e, soprattutto, di quanto fosse importante agire nei primi minuti di un arresto cardiaco. Abbiamo dovuto superare tante resistenze, ma sapevamo che era una battaglia giusta. E oggi posso dire che ne è valsa la pena. Il modello di organizzazione del sistema di soccorso che abbiamo creato a Piacenza è ormai riconosciuto a livello internazionale e ha contribuito a cambiare le linee guida europee. Un’eccellenza replicabile”.

Uno dei pilastri del modello è rappresentato dalla Legge 116/2021, alla cui stesura la dottoressa Aschieri ha contribuito: “Questa legge permette a tutti i cittadini di utilizzare il defibrillatore senza incorrere in responsabilità legali e senza dover obbligatoriamente frequentare un corso certificato. Un grande passo avanti per favorire interventi tempestivi e salvare vite”.

Un sistema basato sulla rete e sulla collaborazione: “A maggio 2025 – anticipa in esclusiva – organizzeremo un grande convegno per accogliere associazioni da tutta Italia, interessate a scoprire i segreti del “modello Piacenza”. La chiave di tutto sta nella collaborazione tra diverse realtà: Progetto Vita oggi coinvolge oltre 50 volontari diretti, ma è diventato un collante per associazioni come Anpas, Cna, gli Alpini e tante altre. È un progetto trasversale perché il problema cardiaco può colpire chiunque, e tutti possono fare qualcosa per aiutare”.

La città di Piacenza vanta una densità di defibrillatori che rappresenta un esempio virtuoso: “Abbiamo un defibrillatore ogni 250 abitanti. Inoltre, con la app DAE Responder, chiunque può localizzare il defibrillatore più vicino e ricevere istruzioni per utilizzarlo. È uno strumento semplice, immediato, e fondamentale”.

E poi le storie che emozionano e danno senso al lavoro: “Incontro spesso persone che sono state salvate grazie al defibrillatore, o i loro familiari – racconta Aschieri – ogni volta è come riaprire un file: storie di professori, studenti, lavoratori che oggi vivono grazie a un intervento tempestivo. Li considero un po’ come figli adottivi del sistema. E il riconoscimento va anche alle forze dell’ordine, che giocano un ruolo fondamentale nei soccorsi”.

Durante l’intervista, Aschieri ha parlato anche del suo percorso come primario di Cardiologia: “Abbiamo lavorato per creare un reparto attrattivo, un luogo dove i colleghi più esperti possano condividere la loro esperienza, e i giovani trovino motivazione e opportunità di crescita. La collaborazione intergenerazionale è fondamentale per mantenere vivo l’entusiasmo e alimentare l’innovazione. Questo impegno si traduce concretamente nella continua evoluzione del reparto”.

Nonostante le difficoltà e le critiche che a volte emergono verso la classe medica, la dottoressa Aschieri vede ancora una grande fiducia e rispetto verso i professionisti della sanità. “Ci sarà sempre qualcuno che denigra o svaluta il nostro lavoro, ma questo non ci ferma. Andiamo avanti perché sappiamo quanto sia fondamentale ciò che facciamo. E la vera soddisfazione viene proprio dal sapere di aver fatto la differenza nella vita di molte persone”.